ROA Radiazioni Ottiche Artificiali
PROTEZIONE DALLE RADIAZIONI OTTICHE
Approvata dal Parlamento europeo la direttiva volta a proteggere i lavoratori dai rischi derivanti dalle radiazioni ottiche.
Il Capo V del D.Lgs 81/08 di cui è prevista l’entrata in vigore il giorno 26/04/2010, stabilisce le prescrizioni minime di protezione per i lavoratori contro i rischi per la salute e per la sicurezza derivanti dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro.
Le radiazioni ottiche artificiali (coerenti ed incoerenti), tra le quali quelle dell’arco elettrico di saldatura, sono riportati nell’allegato XXXVII del Testo Unico in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/08).
Questo un estratto:
Capo V
Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a radiazioni
ottiche artificiali
Art. 213.
Campo di applicazione
1. Il presente capo stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza che possono derivare, dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro con particolare riguardo ai rischi dovuti agli effetti nocivi sugli occhi e sulla cute.
Art. 214.
Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni del presente capo si intendono per:
a) radiazioni ottiche: tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d’onda compresa tra 100 ¯Fm e 1 mm. Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni
ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse:
1) radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 100 e 400 ¯Fm. La banda degli ultravioletti è suddivisa in UVA (315-400 ¯Fm), UVB (280-315 ¯Fm) e UVC (100-280Fm);
2) radiazioni visibili (luce blu): radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 380 e 780 ¯Fm;
3) radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d’onda compresa tra 780 ¯Fm e 1 mm.
Art. 216.
Identificazione dell’esposizione e valutazione dei rischi
1. Nell’ambito della valutazione dei rischi di cui all’articolo 181, il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori……
d) qualsiasi eventuale effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultante dalle interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche foto-sensibilizzanti;
e) qualsiasi effetto indiretto come l’accecamento temporaneo, le esplosioni o il fuoco;
f) l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle radiazioni ottiche artificiali;
Art. 217.
Disposizioni miranti ad eliminare o a ridurre i rischi
1. Se la valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), mette in evidenza che i valori limite d’esposizione possono essere superati, il datore di lavoro definisce e attua un
programma d’azione che comprende misure tecniche e/o organizzative destinate ad evitare che l’esposizione superi i valori limite, tenendo conto in particolare:
b) della scelta di attrezzature che emettano meno radiazioni ottiche, tenuto conto del lavoro da svolgere;
c) delle misure tecniche per ridurre l’emissione delle radiazioni ottiche, incluso, quando necessario, l’uso di dispositivi di sicurezza, schermatura o analoghi meccanismi di protezione della
salute;
d) degli opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
e) della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;
f) della limitazione della durata e del livello dell’esposizione;
g) della disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale;
LE RADIAZIONI OTTICHE IN SALDATURA
EFFETTI SULLA SALUTE
I principali rischi per l’uomo derivanti da un’eccessiva esposizione a radiazioni ottiche di riguardano essenzialmente due organi bersaglio, l’occhio in tutte le sue parti (cornea, cristallino e retina) e la cute.
Le radiazioni ottiche possono essere prodotte sia da fonti naturali che artificiali. La sorgente naturale per eccellenza è il sole che, come è noto, emette in tutto lo spettro elettromagnetico. Le sorgenti artificiali, invece, possono essere di diversi tipi, a seconda del principale spettro di emissione e a seconda del tipo di fascio emesso (coerente o incoerente). Per quanto riguarda lo spettro di emissione in saldatura esistono le radiazioni ultraviolette tra 100 e 400 ¯Fm,
UVA (315-400 ¯Fm), UVB (280-315 ¯Fm) e UVC (100-280¯Fm); le radiazioni visibili o luce blu:
tra 380 e 780 ¯Fm; le radiazioni infrarosse: tra 780 ¯Fm e 1 mm.
La possibilità di venire a contatto con un raggio di saldatura di questo tipo anche a grandi distanze impone una certa attenzione, se non obbligo, all’utilizzo di adeguate misure di protezione per coloro che ne possono venire a contatto.
Da qui la necessità di suddividere le postazioni di saldatura con adeguate barriere protettive e nello stesso tempo trasparenti, per coloro che muovendosi all’esterno non hanno un’osservazione prolungata e diretta del raggio. Tende, tende a strisce, schermi mobili.
Per il contatto diretto e ravvicinato invece l’obbligo di utilizzare delle protezioni degli occhi della cute di tutto il corpo, adeguate alle applicazioni di saldatura che si stanno svolgendo in cui è molto pericolosa l’esposizione anche prolungata. Maschere a casco, maschere auto oscuranti, indumenti protettivi.
INCIDENZA
OCCHI:
I danni procurati dai raggi della saldatura agli occhi, possono essere di generi diversi a seconda che si manifestino a breve termine, oppure che abbia una manifestazione a lungo termine. Il raggio UV provoca il “colpo d’arco”, il fastidio agli occhi ed il rossore si manifestano immediatamente e con l’applicazione di pomate adeguate il problema viene risolto in pochi giorni. Il raggio IR provoca un danno termico alla cornea e di conseguenza la cataratta, che attraverso un’operazione chirurgica viene rimossa garantendo di nuovo la massima visibilità. La luce blu viene spesso sottovalutata in quanto appartenente allo spettro di luce visibile e quindi erroneamente considerata “sicura”. I raggi di luce blu non vengono minimamente ostacolati da quei meccanismi istintivi come il riflesso palpebrale o quello di allontanamento. Inoltre non si manifesta nell’immediato ed è per questo che risulta essere la più dannosa in quanto spesso irreversibile. La sua continua esposizione fa perdere nel tempo gradi di diottrie fino in alcuni casi di cecità.
CUTE:
E’ molto difficile avere stime attendibili sull’incidenza di infortuni professionali dovuti all’esposizione a radiazioni ottiche. Questo lo si può capire se si pensa principalmente a due ragioni. La prima è che, a parte alcune eccezioni (eritema o ustioni), gli effetti non sono immediatamente riscontrabili. La seconda è che ogni giorno ciascuno di noi è esposto alla luce, sia artificiale che solare, in dosi difficilmente quantificabili e secondo modalità (luce diretta o diffusa) estremamente disomogenee. Ad ogni modo patologie come i tumori della pelle, tra cui il melanoma, sono ormai da tutti riconosciute fortemente dipendenti dall’esposizione a radiazione ottica ultravioletta.
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RADIAZIONE OTTICA |
OCCHIO |
CUTE |
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ULTRAVIOLETTO |
fotocheratocongiuntivite (UVB-UVC), cataratta fotochimica (UVB) |
eritema (UVB-UVC), sensibilizzazione (UVA-UVB), oto retinitemento (UVC-UVB-UVA), cancerogenesi (UVB-UVA) |
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VISIBILE |
oto retinite (in particolare da luce blu, 380-550 nm) |
fotodermatosi |
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INFRAROSSO |
ustioni corneali (IRC-IRB), cataratta termica (IRB-IRA), danno termico retinico (IRA) |
vasodilatazione, eritema, ustioni |
- effetti dell’interazione delle radiazioni ottiche con occhio e cute –
I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE
· Valutare le radiazioni ottiche secondo le metodologie proposte dall’IEC per quanto riguarda i laser e le raccomandazioni del CIE e del CEN per quanto riguarda le sorgenti incoerenti.
· Considerare eventuali lavoratori particolarmente sensibili (ad esempio senza cristallino) o sensibilizzati (che usano sostanze chimiche foto sensibilizzanti).
· Risanare, se necessario, l’ambiente di lavoro per minimizzare i livelli di esposizione.
· Proteggere il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (occhiali maschere e indumenti idonei).
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Commenti
Salve a tutti, se qualcuno avesse la necessità di fare la valutazione dei rischi derivanti dalle radiazioni emesse dalle saldatrici e non sa chi rivolgersi può contattarmi all’indirizzo e-mail: giuseppe.sforza@radionlab.it.
Avrà tutti i chiarimenti del caso.





salve,ho trovato molto interessante l’argomento grazie